La piattaforma della Regione Lazio dedicata alla Street art

Macchine Volanti: otto artisti, otto opere, un racconto unico

  1. Home
  2. »
  3. Roma
  4. »
  5. Macchine Volanti: otto artisti, otto opere, un racconto unico

La creatività torna protagonista a via di Tor Cervara, a Roma, con “Macchine Volanti”, il progetto di arte urbana ideato da Ale Senso nell’ambito della filosofia PARKlife™ di Prologis. L’intervento ha coinvolto otto artisti di fama internazionale, chiamati a realizzare altrettante opere unite da un unico tema e distribuite su differenti superfici dello spazio urbano.

Il Prologis Park di Roma Tor Cervara sorge nell’area precedentemente occupata dalle Officine Romanazzi. Dopo la cessazione delle attività, il complesso industriale abbandonato era diventato uno spazio di sperimentazione artistica, accogliendo anche interventi di alcuni degli autori oggi coinvolti nel progetto.

Grazie all’opera di rigenerazione promossa da Prologis, l’area è stata trasformata in un moderno polo logistico, restituendo valore a uno spazio sottoutilizzato e contribuendo alla riqualificazione e alla sicurezza del quartiere.

Le opere di Hitnes, Alessandra Carloni, Paolo Psiko, Awer, Mr.Wany, Mr. Thoms, Refreshink e Ale Senso, che ha curato anche la direzione artistica, compongono un racconto collettivo dedicato alla “macchina volante”.

Ogni artista ha interpretato il tema attraverso il proprio linguaggio espressivo, seguendo un percorso ideale che conduce dalla nascita della macchina fino alla sua progressiva liberazione dalla materia.

Gli interventi interessano tre differenti tipi di superficie: il muro di cinta della casa cantoniera, ultimo elemento superstite dello stabilimento Romanazzi; la pavimentazione, decorata per un’estensione complessiva di oltre mille metri quadrati; e una cabina elettrica.

Le otto opere sono disposte secondo una struttura a chiasmo. Non formano un percorso chiuso, ma distribuiscono il racconto nello spazio attraverso coppie di lavori che conducono verso un punto di raccordo: il lato lungo del muro affacciato sulla strada interna.

Le origini

Sulle due testate opposte del muro, Hitnes e Alessandra Carloni raccontano i momenti iniziali del concepimento della macchina volante.

Hitnes parte da una natura originaria e primordiale, dalla quale emergono due draghi composti attraverso l’accumulo di elementi organici. Alessandra Carloni colloca invece le proprie figure su isole sospese, all’interno di una dimensione onirica nella quale la macchina prende coscienza dello spazio in cui fluttua e della propria solitudine.

La memoria e la tecnica

Sulla pavimentazione, Refreshink realizza un trompe-l’œil che richiama un mosaico romano riemerso da uno scavo archeologico. Le lacune diventano parte integrante dell’opera, mentre la macchina volante viene ricondotta alle radici industriali del luogo.

Ale Senso ripercorre l’evoluzione delle forme del volo attraverso una composizione osservabile nella sua interezza dall’alto. Il racconto prende avvio da un vaso-razzo, sul quale una donna scocca una freccia, scintilla iniziale di una metamorfosi che attraversa elementi naturali, rondini e una figura angelica, tra radici rampicanti e cavi elettrici.

L’ironia e il mito

Nell’opera di Mr. Thoms, il volto di un personaggio viene scomposto in occhi, naso e orecchie, sospesi tra le nuvole e trasformati in piccole macchine volanti.

Sulla cabina elettrica, Mr.Wany interpreta invece il tema attraverso il mito di Apollo, raffigurato sul cocchio che trascina il sole. L’opera unisce l’immaginario classico alle tecniche del graffiti writing e del lettering.

Lo snodo del racconto

Sul lato lungo del muro, Paolo Psiko scompone la macchina volante attraverso una griglia di matrice digitale e una moltitudine di piccoli stormi di uccelli.

Alla base del muro, l’intervento realizzato da Awer prosegue sulla pavimentazione questa dissoluzione, trasformandola in un flusso di linee sinuose e colorate. È il punto in cui la macchina scopre di non avere più bisogno di un corpo per volare.

Non si tratta di un vero epilogo, ma dell’apertura verso una nuova condizione, suggerita e lasciata all’immaginazione di chi attraversa lo spazio.

Il progetto “Macchine Volanti” è stato sostenuto e interamente finanziato da Prologis, che ha affidato ad Ale Senso la direzione artistica e piena libertà creativa, dalla scelta del tema all’individuazione degli artisti partecipanti.

Galleria Fotografica